Casa di Carlo Goldoni

Casa di Carlo Goldoni

Percorsi e collezioni

Primo Piano – Sala 2

L’Isola scenica qui rappresentata è ispirata all’Atto secondo – Scena VII e inizio VIII della commedia in dialetto “Chi la fa l’aspetta”. Lissandro, mercante di gioie false, vuole burlare l’avaro sensale Gasparo, facendogli pagare un pranzo e permettendo a Zanetto di avvicinare l’amata Cattina, figlia di Raimondo. Zanetto, per non destare sospetti, si finge ammogliato, ma è smascherato da Raimondo, che non solo farà pagare il pranzo a Lissandro, ma concederà la figlia a Bortolo, rivale di Zanetto. La scena si svolge in un tinello (sala da pranzo) arredato con tavolo, sedie e sul fondo una grande credenza con portelle che si aprono. Il pranzo è finito e Lissandro ordina ai camerieri di sparecchiare la tavola e di ritornare dopo a ritirare le stoviglie sporche.

Nella Sala si è cercato di riprodurre il medesimo ambiente, ricercando inoltre l’atmosfera del dipinto “La colazione in villa” della Scuola di Falca Pietro detto Longhi, presente in sala. Vi si trova quindi un tavolo da pranzo intagliato e laccato a fondo rosso con decorazioni di fiori policromi, di ambito veneto (1740-1760). Tutto attorno, sedie a schienale traforato e sagomato, con motivo a otto centrale, sedile imbottito, piedi a capriolo. Anche la decorazione delle sedie è a laccatura a fondo rosso, con motivi a fiori policromi e intagli a pettine e conchiglia dorati. Realizzate in ambito veneto alla fine del Settecento.

In Sala vi sono anche una console da muro in legno intagliato e laccato in rosso con fiori policromi, rifinito con filettature dorate (ambito veneto, 1740 – 1760), e un cassettone a tre tiretti a ribalta, con alzata a due ante ricoperte da specchi e cimasa centinata interrotta nella sommità con intaglio a vaso. Il cassettone è laccato in rosso con decorazioni a cineserie in pastiglia dorata, di ambito inglese (1700 – 1710). Alle pareti si trovano diversi dipinti di Falca Pietro detto Longhi (alla maniera), XVIII sec., della serie “I passatempi in villa”, che descrivono la vita della nobiltà veneziana ai tempi di Carlo Goldoni (La cucina, Pranzo con maschere, La lezione di musica, La furlana, La venditrice di frittelle, Il concerto, Il ballo).

Tra le due finestre vi è infine una grande serigrafia a muro che riproduce un “Ritratto di Carlo Goldoni”, realizzata da Lorenzo Tiepolo e Marco Alvise Pitteri. Questo ritratto è collocato nel primo volume dell’edizione Pasquali delle Commedie (1761) ed è tratto da un disegno a matita nera di Lorenzo Tiepolo conservato all’Albertina di Vienna. Il disegno, a sua volta, è la copia di un dipinto giovanile di Alessandro Longhi. Probabilmente il ritratto non piacque molto al Goldoni, che nella lettera scritta a Francesco Albergati Capacelli da Parigi il 3 dicembre 1764 ne nega la verosimiglianza.

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