Casa di Carlo Goldoni

Casa di Carlo Goldoni

Percorsi e collezioni

Primo Piano – Sala 3

L’isola scenica presente in questa sala è ispirata all’Atto primo – Scena II e IV di una delle sedici famose commedie nuove che Carlo Goldoni fece rappresentare nel 1750, “Il gioucatore”. Florindo, preso dalla passione del giuoco, cade nelle mani di Lelio, giocatore disonesto. Trovando nel gioco la sua rovina, perde la fidanzata, Rosaura, le amicizie, e solo l’intervento del vecchio Pantalone, che costringerà Lelio a restituire parte del mal tolto, lo salva dal pericolo di sposare Gandolfa, una vecchia frivola e viziosa zia di Rosaura. La dipendenza al gioco d’azzardo era un tema molto radicato nell’Europa del XVIII secolo ed è molto attuale ancora oggi. Nella scena, Florindo che ha giocato tutta la notte e stranamente ha vinto, si addormenta al tavolo da giuoco contando gli zecchini vinti. Ma chi è malato di giuoco non sa quando è bene fermarsi, così al suo risveglio immagina altre vincite ben più cospicue e sostanziose di quella della trascorsa notte e sintetizza il suo pensiero così: “Gioco da uomo, conosco il mio quarto d’ora, ed è impossibile che a lungo andare io non vinca

Sono presenti nella sala un tavolino a libro, con piano rettangolare e cassetto sottostante, impiallacciato in noce e ciliegio di fine Settecento, e poltrone in legno intagliato, con sedile e schienale imbottito, con al culmine motivo a conchiglia. Ambito veneto, seconda metà del settecento. Il dipinto alla parete “Il Parlatorio”, olio su tela della Bottega di Pietro Falca, detto Longhi (1740 – 1750), crea un gioco di rimandi con l’atmosfera evocativa della sala, presentando – in basso a sinistra – un bambino che gioca a terra con delle marionette.

Nella Sala è presente infatti anche un teatrino di marionette, proveniente dalla collezione della famiglia Grimani ai Servi, che ben documenta l’eccellenza dell’artigianato veneziano in questo settore, a raffinata imitazione della vita reale, come si può osservare dalla ricchezza degli abiti dei vari personaggi, realizzati con tessuti preziosi e con tagli alla moda. Queste marionette consentono di conoscere e ammirare non solo la particolare raffinatezza dei manufatti, ma anche la straordinaria “ingegneria” dei loro meccanismi.

«Un divertimento delizioso», il teatrino di marionette che – a detta della memoria autobiografica dell’autore – Giulio Goldoni, padre di Carlo, aveva fatto costruire in questa casa per il divertimento del figlio. Il teatro di marionette, d’altra parte, aveva rappresentato nel Settecento veneziano una gustosa palestra per esercizi letterari e musicali e un ingegnoso surrogato domestico alle stagioni dei teatri pubblici. Esso inoltre costituiva una sorta di “teatro da camera”, contrapposto e alternativo al “teatro da piazza”, in cui venivano rappresentati gli spettacoli di burattini (un tipo di teatro, quest’ultimo, più popolare e rozzo).

La scena rappresentata nel teatrino di marionette è ispirata all’Atto terzo – Scena XIII e XIV de “Il servitore di due padroni”. Commedia composta da Carlo Goldoni nel 1745, che riscontrò un grande successo e che ai giorni nostri ha visto modificato il titolo in “Arlecchino servitore di due padroni” per la regia di G. Strehler. La vicenda si svolge tutta sulle confusioni e gli equivoci comici provocati dal personaggio di Truffaldino, servo di Beatrice, che a sua insaputa diventa servo anche di Florindo. Nella scena, Clarice fa la preziosa, ora che tutti gli equivoci accaduti sono stati scatenati dall’amore che Silvio nutre per lei. Entra quindi Brighella, che annuncia l’arrivo di Beatrice vestita da uomo.

Sulle pareti laterali sono infine riprodotte, in ingrandimento, scene tratte da celebri dipinti di Pietro Longhi, per il quale Carlo Goldoni nutriva una sincera stima: «il nostro comune celebratissimo Pietro Longhi, Pittore, insigne, singolarissimo imitatore della natura, che ritrovata una originale maniera di esprimere in tela i caratteri e le passioni degli uomini, accresce prodigiosamente le glorie dell’arte della Pittura».

SCARICA IL BOOKLET PER VISITARE LA CASA DI CARLO GOLDONI >>>